Torna Baldo in Musica con sei fantastici concerti in sei luoghi spettacolari del Baldo-Garda!

 

Gli appuntamenti 2018:

Domenica 10 giugno, ore 18.00, Villa Pellegrini-Cipolla, Castion di Costermano d.G.

"TANGO X TRE"

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 Domenica 24 giugno, ore 12.00, Malga Monteselli, S. Zeno di M.

"CONTRADA LORÌ"

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 Domenica 08 luglio, ore 09.30, p.ta Redutte, Ferrara di M.B.

"DI CHE REGGIMENTO SIETE, FRATELLI?"

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 Domenica 22 luglio, ore 18.30, Valle del Tasso, Pazzon di Caprino V.se

"GRUPPO DJAMBADON"

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 Sabato 04 agosto, ore 18.00, Malga Zocchi, S. Zeno di M.

"TERRA MATER"

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 Domenica 19 agosto, ore 18.00, Gaium, Rivoli V.se

"THE FATHER OF THE BLUES"

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Domenica 10 giugno, ore 18.00

Villa Pellegrini Cipolla, Castion di Costermano s.G.

Incastonata tra le dolci colline del Lago di Garda, Villa Pellegrini Cipolla è una splendida villa settecentesca collocata nel caratteristico paesino di Castion Veronese e inserita nel contesto di un grandioso parco di oltre 20.000 mq con giardino all’italiana. La villa, costruita a partire dal 1760 dall’ingegnere Ignazio Pellegrini, fratello del committente Leonardo, uomo d’arme al servizio di Maria Teresa d’Austria, su una struttura originaria del secolo XV, è un gioiello architettonico che mantiene ancora oggi il fascino del tardo illuminismo veronese. Il complesso interpreta due momenti caratteristici dell’epoca: quello della riorganizzazione delle terre e quello della cultura della villeggiatura. L’architettura della villa è l’esempio di un’intima compenetrazione del palazzo, del giardino e del parco con l’ambiente naturale. Da alcuni anni, dopo un importante restauro delle scuderie e dei fienili, Villa Pellegrini Cipolla ospita eventi ed incontri internazionali e viene scelta da aziende, enti pubblici e privati come sede ideale per meeting, ricevimenti, serate di gala, show room e sfilate di moda.

 

"Tango x Tre" - "Incontro con Astor Piazzolla"

Fondato da Luca Degani (bandoneón), Leonardo Sapere (violoncello) e Giannantonio Mutto (pianoforte), il trio "Tango X Tre" ha iniziato la sua attività nel 2005, per proseguire un percorso, avviato da anni, sul repertorio del tango argentino. La ricerca artistica del gruppo si rivolge in particolare alle composizioni di Astor Piazzolla ma, più avanti, ha esteso i suoi interessi anche al tango classico, includendo nel repertorio alcune delle più note composizioni della Guardia Vieja. Nel corso degli anni "Tango X Tre" ha prodotto spettacoli di successo come "Così sì balla il tango" e "Buenos Aires Hora Cero" e ha collaborato con importanti realtà della scena teatrale e artistica veronese come l’orchestra "I Virtuosi Italiani" e, recentemente, con il famoso ballerino argentino Miguel Angel Zotto. "Tango X Tre" ha al suo attivo alcune registrazioni come il "live Tango" e i cd "Dedicado a..." e "Il viaggio infinito", quest’ultimo con composizioni originali di Giannantonio Mutto, entrate stabilmente nel repertorio del trio. In questo concerto verrà presentato l’ultimo album, "Barrio de Tango", con nuove interpretazioni di brani di Piazzolla e del tango classico.

 

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Domenica 24 giugno, ore 12.00

Malga Monteselli, S. Zeno di M.

Malga Monteselli è collocata su un ripiano prativo circondato da verdi pascoli, accanto ad una “riserva” di abeti dove le mucche si rifugiano in caso di pioggia. La malga affaccia sul lago, gode dell’azzurro delle sue acque e dei tramonti infuocati; alle sue spalle, lo sguardo spazia a nord verso Costabella e le creste baldensi. Nel periodo dell’alpeggio in montagna, alcune feste intervallavano il ripetitivo svolgersi dei giorni, scanditi da attività ed orari fissi. Per i malghesi settembre era il tempo “de far i conti” e la festa di San’Eustachio (20 settembre), celebrata nella chiesetta a pochi minuti da Malga Monteselli, anticipava la festa di San Michele a Prada (29 settembre), quando per i malghesi era il tempo di “scargàr montagna”, cioè di trasferire le mandrie in pianura o negli alloggiamenti invernali. Il concerto di Baldo in Musica si svolge a sinistra della Malga Monteselli, nello spazio erboso antistante l’ex casàra, ristrutturata e di proprietà privata, con una vista mozzafiato sul lago di Garda.

 

"Contrada Lorì"

La storia di questo gruppo neofolk ha inizio nel 2012, in una nebbiosa giornata invernale, quando Roberto Rizzini, già autore, cantautore, musicoterapeuta e co-proprietario di una rinomata osteria veronese, riunì nella sua casa di Avesa alcuni amici, un cuoco-filosofo contrabbassista, un medico violoncellista, un giurista cantante, un musicoltore mandolinista, un educatore fisarmonicista ed un giurista chitarrista, come lui appassionati di cibo, di vino e di musica, per proporre loro di
...facciamo insieme della musica che abbia lo stesso sapore del vino Valpolicella che stiamo bevendo”, e cioè una musica tradizionale, locale, senza artifici. Il progetto venne chiamato "Contrada Lorì", dalla piccola contrada sulle sponde del torrente di Avesa, il Lorì, dove si svolse quella riunione, da cui ebbe inizio un’avventura che ha attraversato tutte le piazze e le osterie di Verona e provincia con centinaia di concerti. Un progetto artistico libero e genuino in continua espansione, che coniuga la ricerca del repertorio tradizionale ed il cantautoriato raffinato. Nel 2014 la formazione ha pubblicato il disco d’esordio “Doman l’è festa” e a fine 2015 il CD “Eviva il mar”.

 

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Domenica 08 luglio, ore 09.30

Punta delle Redutte, Ferrara di M.B.

Punta delle Redutte (m. 1618) è la parte estrema di una breve catena (anticlinale) che scorre parallela al Monte Baldo e si propende quasi a strapiombo sulla Valle dell’Adige. Su questo crinale, che va da Punta delle Redutte fino a Malga Gambon, si sviluppa una linea ininterrotta di trincee della Grande Guerra con camminamenti e osservatori militari sulla Valle dell’Adige. A seguito di un eccellente recupero è oggi un percorso didattico corredato con pannelli illustrativi. Queste trincee, costruite e concepite come “difesa ad oltranza” essendo il confine molto più a nord (Loppio, Brentonico e l’Altissimo), non furono mai oggetto di combattimenti ma testimoniano che anche l’area del Monte Baldo fu teatro del conflitto. Il percorso inizia da Cavallo di Novezza (m. 1433) e, seguendo prima un sentiero che affianca i resti di una trincea e poi una strada forestale che con ampi tornanti sale nel bosco, arriva a Punta delle Redutte, dove un cippo di marmo datato 1754 identifica il vecchio confine tra il Tirolo asburgico e la Serenissima Repubblica di Venezia. Da lì si gode una vista mozzafiato sull’intera dorsale del Monte Baldo e parte della Valle dell’Adige.

 

"Di che reggimento siete, fratelli?" - Reading itinerante sulle trincee della Grande Guerra

Marco Pasetto (clarinetto), Enrico Breanza (chitarra) e le voci recitanti di Margherita Sciarretta e Sandra Ceriani danno vita ad un reading musicato dal titolo “Di che reggimento siete, fratelli?”, realizzato in forma itinerante lungo le trincee della Grande Guerra. “Involontaria rivolta dell’uomo presente alla sua fragilità”, questo è per Ungaretti il tesoro nascosto dentro la parola ‘fratelli’: riconoscersi fratelli è la forma massima di ribellione alla condizione di fragilità connaturata all’essere umano. È un messaggio prezioso, trasversale ad ogni tempo e ad ogni luogo, che lo spettacolo si propone di far rivivere. Percorrendo insieme un sentiero sui nostri monti, segnato da trincee costruite ‘per la difesa ad oltranza’, vogliamo far giungere il messaggio che ad oltranza deve essere la difesa dell’idea di “fratellanza. Abbiamo immaginato quei soldati in attesa del conflitto e rievocheremo quella snervante attesa attraverso le parole di Buzzati; poi racconteremo del sacrificio degli alpini a Malga Zures e infine faremo parlare Ungaretti, il poeta che “fece” la guerra. Le parole si intrecceranno alla musica tra brani originali e canzoni di guerra evocative di quei luoghi e di quella condizione.

 

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Domenica 22 luglio, ore 18.30

Val del Tasso, Caprino V.se

Il torrente Tasso ha origine nella valle a sud di Spiazzi dove raccoglie le acque del territorio compreso tra il settore orientale del Monte Baldo e il corrispondente sperone che scende verso Lubiara; scorre poi nella piana alluvionale di Caprino e ad Affi si incunea nella Valle del Tasso sfociando in Adige a Sega di Cavaion Veronese. Il bacino imbrifero ha una superficie complessiva di circa 66 Kmq e il reticolo idrografico si compone del corso principale, lungo circa 17 Km, e di altri modesti contributi. Nella parte montana, dove la velocità dell’acqua è maggiore, la forte corrente ha inciso i depositi sedimentari creando affascinanti forre e marmitte dei giganti. La vegetazione è composta da carpini neri e bianchi, frassini, ontani, noccioli, aceri e molti arbusti. Lungo il corso fioriscono anemoni, campanellini, acetoselle, denti di cane e molti altre specie ed è possibile osservare alcuni anfibi come la salamandra giallo-nera, e curiosi insetti che vivono sul fondo del torrente. Con un po’ di attenzione si sentono i picchi che tambureggiano sui tronchi di castagni marcescenti o si intravvede il merlo acquaiolo che ispeziona il corso d’acqua alla ricerca di insetti.

 

"Gruppo Djambadon" - Danze e percussioni africane

Ernesto da Silva, percussionista e maestro di danza, è l’ideatore del progetto "Djambadon" che viene alla luce nel 2006 dopo tre anni di lavoro con alcuni allievi del gruppo di danza e percussioni; l’obiettivo è promuovere la comunicazione interculturale e diffondere la musica e le danze tradizionali della Guinea-Bissau e dell’Africa in generale. Il gruppo propone un repertorio di danze tradizionali che, con le loro caratteristiche di semplicità e purezza originali, sono espressione collettiva di un modo di essere e di agire in armonia perfetta con la natura. Le danze sono sempre accompagnate da percussioni africane (djembé, tina, dunun ecc.) a cui si uniscono strumenti moderni quali il basso e la chitarra. Il nome del gruppo è sinonimo di festa: quando qualcuno annuncia che ci sarà "Djambadon", tutti sanno che si festeggerà qualcosa e ci sarà un gruppo di percussionisti ad animare le danze. Il nome è stato scelto con l’intento di trasmettere l’energia vitale del "Djambadon", per ricordare che la vita non è fatta solo di dolore, ma anche di gioia, allegria e festa.

 

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Sabato 04 agosto, ore 18.00

Malga Zocchi, S. Zeno di M.

Malga Zocchi è un edificio del XVI secolo con elevato valore storico e culturale in quanto rappresentativo dell’organizzazione e gestione del territorio baldense. Situata sulle propaggini meridionali del versante occidentale del Monte Baldo a quota 1282 metri, offre all’escursionista una meravigliosa visione paesaggistica sul lago di Garda e sulla dorsale del Monte Baldo da Naole a Costabella. Di proprietà della Regione Veneto e affidata in gestione a Veneto Agricoltura, ha una superficie complessiva di 103 Ha, misto di pascolo, pascolo arborato e cespugliato, incolto, bosco ceduo avviato all’altofusto, costituito in prevalenza da faggio.

 

"Terra Mater" - "Il Mare che canta: suoni dal Mediterraneo"

L’ensemble "Terra Mater" nasce a Verona nel maggio 2016. I suoi componenti sono cinque giovani polistrumentisti (Angela Centanin: voce, Irene Benciolini: violino, viola, kantele; Ruben Medici: liuto arabo, chitarre, violino; Francesco Trespidi: flauti, cornamusa, percussioni; Nicola Benetti: fisarmonica, chitarra classica, percussioni) studenti dei Conservatori di Verona e Padova, innamorati della musica di tutto il mondo. La loro attività musicale rispecchia un forte interesse per il patrimonio sonoro delle diverse culture mediterraneee per il repertorio medioevale europeo. L’Ensemble ha ottenuto un grande successo nel 2016, 2017 e nel 2018 esibendosi in occasioni importanti presso la Basilica di San Zeno, il Festival musicale “Verona Risuona”, Il Festival internazionale Tocatì, il Teatro Ristori, il Teatro Sociale di Trento, la Sala degli Arazzi del Museo Diocesano Tridentino, la Sala dei Giganti del Liviano a Padova, la Sala Maffeiana del Teatro Filarmonico e il Battistero del Duomo veronese. Nell’autunno 2017 l’Ensemble ha partecipato alla 2a edizione del Concorso“Music 4 the Next Generation” aggiudicandosi il primo premio. Il loro progetto“Il Mare che canta: suoni dal Mediterraneo” è un racconto sul fascino e la suggestione delle tradizioni musicali della regione mediterranea, in cui agli strumenti e al canto è affidato il compito di narrare un viaggio alla scoperta della ricchezza generatasi dall’antico dialogo fra i popoli che sempre vissero sulle rive del Mare Nostrum.

 

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Domenica 19 agosto, ore 18.00

Gaium, Riva dell'Adige, Rivoli V.se

Edificata nel XII sec. su preesistenze di epoca longobarda, la piccola chiesa di San Michele Arcangelo sorge sulla riva destra dell’Adige nei pressi della Chiusa di Ceraino, tra alte pareti rocciose, “difesa” dall’alto dai forti di Rivoli e Monte, in un luogo suggestivo di grande atmosfera. La chiesa è stata rimaneggiata e ristrutturata più volte a partire dal XV sec. L’attuale edificio, che risalta come un piccolo gioiello incastonato nel paesaggio naturale grazie al più recente restauro del 2010 dovuto ad un progetto proprio dell’Associazione BALDO festival, si presenta con semplice facciata a capanna rivolta ad oriente e torre campanaria addossata al fianco settentrionale. L’impianto planimetrico è ad unica aula rettangolare di ridotte dimensioni, con presbiterio delimitato da una fascia pavimentale semicircolare e altare sull’antico pavimento posto ad una quota di poco ribassata. Le pareti interne conservano decorazioni ad affresco cinquecentesche a motivi vegetali che interessano in particolare la volta a crociera di copertura e le lunette dei fianchi laterali.

 

"The Father of the Blues" - Vanessa Tagliabue Yorke (5et)

Uno dei musicisti più rappresentativi del nuovo jazz Italiano, Mauro Ottolini si aggiudica nel 2013 il premio “TOP JAZZ” della critica nazionale come miglior musicista italiano. Dopo il diploma in trombone al conservatorio di Verona e dopo 12 anni di professione per l’orchestra dell’Arena si dedica totalmente al jazz e alla musica che più lo appassiona. Mauro Ottolini è un polistrumentista e oltre al suo principale strumento (Trombone) approfondisce il linguaggio di tutti gli ottoni, dal Sousaphone alla tromba, il flicorno, la tromba bassa e l’euphonium. Negli anni viene anche riconosciuto come abile compositore e arrangiatore. Da una idea di Mauro Ottolini e Vanessa Tagliabue Yorke, nasce questo spettacolo, un viaggio musicale alla ricerca di William Christopher Handy, noto come il “padre del blues”. Vanessa Tagliabue Yorke, vocalist e compositrice, tra le più originali figure dell’attuale scena jazz italiana, ha focalizzato la sua ricerca sui repertori primigeni del jazz collaborando con i più grandi musicisti italiani e gli specialisti americani del hot jazz come Andy Schumm ed Ethan Uslan (cit. Paolo Prato). La purezza lirica del trombone di Ottolini si intreccia con la straordinaria intensità vocale di Vanessa T. Yorke e con la virtuosa emancipazione linguistica della band, per reinterpretare questo repertorio in modo originale ed attuale.
 
Vanessa Tagliabue York: voce
Marco Pasetto: clarinetto
Enrico Terragnoli: banjo
Glauco Benedetti: sousaphone
Paolo Mappa: batteria ospite
Mauro Ottolini: trombone

 

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